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Presidio contro la guerra a Milano

VIGILIA DIFFICILE PER IL WARGAME DELLA NATO

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21 OKTOOBAR, I MISTERI DI MOGADISCIO

CASO BOSIO, LA FARNESINA LO SOSPENDE 8/4/14

MADEINITALY/RANAPLAZA, IL SENATO CHIEDE CONTO 4/4/14

CARO SINDACO TI SCRIVO. I DUBBI SULLA NUOVA MOSCHEA DI MILANO 17/2/14

AL VIA IL "SISTEMA PAESE IN MOVIMENTO" 17/11/13

LA GRANDE MUTAZIONE. AL VIA IL QUINTO SALONE DELL'EDITORIA SOCIALE 31/10/13

ALLA SAPIENZA ASPETTANDO IL 19 OTTOBRE 16/10/13

AMNESTY: DIRITTI AL CENTRO DEL DIBATTITO PARLAMENTARE, MA TRA VECCHI VIZI E TABÙ 27/9/13

MANCONI SUL GIALLO DEL CABLO SHALABAYEVA 21/7/13

ITALIA/KAZAKISTAN, ASPETTANDO ALMA 14/7/13

KAZAKISTAN, MARCIA INDIETRO DEL GOVERNO 13/7/13

ESPULSIONE O RENDITION? LA TRAMA OSCURA DIETRO LA STORIA DI ALMA 11/7/13

LA NOSTRA SICUREZZA VISTA DALL'EUROPA 29/4/09

L'Italia, l'Europa e il pacchetto sicurezza

Luciano Bertozzi

Mercoledi' 29 Aprile 2009

“Nonostante siano stati compiuti degli sforzi, permangono preoccupazioni per quanto riguarda la situazione dei rom, le politiche e le pratiche in materia di immigrazione e il mancato rispetto dei provvedimenti provvisori vincolanti richiesti dalla Corte europea dei Diritti dell’Uomo” E’ la denuncia di Thomas Hammarberg, Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, nel presentare il rapporto dell’Organizzazione focalizzato sull’Italia. Il documento è basato sulla visita in Italia effettuata lo scorso gennaio e fa seguito alle raccomandazioni formulate dal Commissario nel suo memorandum del luglio 2008. L’elaborato del Consiglio d’Europa si somma al documento degli esperti dell’Oil l’Organizzazione Internazionale del lavoro che evidenzia l’aumento della discriminazione degli immigrati nel nostro Paese.
Il Commissario ribadisce le proprie critiche sul cosiddetto pacchetto sicurezza,all’esame del Parlamento, che rischia di riflettersi negativamente sui diritti degli immigrati. “La criminalizzazione degli immigrati è una misura sproporzionata, sottolinea l’esponente europeo, che potrebbe avere l’effetto di acuire le tendenze discriminatorie e xenofobe che già si manifestano nel Paese” ha dichiarato. “Inoltre, la recente disposizione adottata dal Senato, che consente al personale medico di segnalare alla polizia gli immigrati irregolari che si rivolgono al sistema sanitario è profondamente ingiusta e potrebbe portare a una loro maggiore emarginazione”.
Un aspetto che desta particolare preoccupazione è quello dei rimpatri forzati in Tunisia imposti a persone che corrono il rischio di essere torturate nel loro paese. “Gli Stati hanno evidentemente il dovere di proteggere le società dal terrorismo, ma non devono, per questo, violare le norme in materia di diritti umani, quali il divieto assoluto della tortura o dei trattamenti disumani. L’Italia non ha provveduto ad applicare le misure provvisorie vincolanti richieste dalla Corte europea dei Diritti dell’Uomo per porre fine alle espulsioni, compromettendo in tal modo gravemente l’efficacia del sistema europeo di protezione dei diritti umani”.L’esponente europeo invita il Governo a "riconsiderare urgentemente la propria politica" anche su questa materia, conformandosi invece alle misure sospensive intimate dalla Corte. E’ emblematico l’assordante silenzio dei principali mass media sulle numerose condanne inflitte dal Consiglio d’Europa all’Italia su questo gravissimo aspetto.
E’ auspicabile che dopo questa importante presa di posizione cessino tali iniziative che contrastano con il diritto internazionale. Tuttavia la presa di posizione europea avviene proprio mentre il Ministro dell’interno Maroni si è recato in Tunisia per concordare un maggior numero di rimpatri nel Paese mediterraneo e mentre non si ferma il numero degli sbarchi di immigrati a Lampedusa.
E’ importante che le autorità, a tutti i livelli non sottovalutino il problema di rigurgiti razzisti, che le cronache quotidiane indicano essere sempre più ricorrenti.“Le autorità dovrebbero condannare più fermamente ogni manifestazione di razzismo o di intolleranza e garantire l’effettiva applicazione della legislazione anti-discriminazione”. Il Commissario ha raccomandato di accrescere il numero di rappresentanti dei gruppi etnici in seno alle forze di polizia e di istituire un organismo nazionale indipendente, per rafforzare la tutela dei diritti umani.
Hammarberg raccomanda inoltre di migliorare la situazione dei rom, una minoranza particolarmente penalizzata. “Permane nei loro confronti un clima di intolleranza e le loro condizioni di vita sono tuttora inaccettabili in un certo numero di campi da me visitati. Le buone prassi a livello locale esistono nel paese e dovrebbero essere estese”. Il Commissario esprime altresì profonda inquietudine circa l’opportunità di effettuare un censimento nei campi rom e sinti e si dichiara preoccupato per la sua “compatibilità con le norme europee che disciplinano la raccolta e il trattamento di dati a carattere personale”.
Il Commissario incoraggia inoltre vivamente le autorità a creare dei meccanismi di consultazione a ogni livello con i rom e i sinti, ad evitare le espulsioni che non sono accompagnate da alcuna offerta di risistemazione e ad attuare soluzioni educative appropriate per i bambini. Spera d’altro canto che “il nuovo piano d’azione relativo alle misure di protezione sociale e di integrazione sarà messo in opera quanto prima e che le autorità manterranno al più presto la promessa di ratificare senza riserve la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla nazionalità, che tutelerà in particolare gli interessi dei bambini rom di fatto apolidi”.
Il lavoro del Consiglio d’Europa esprime soddisfazione per alcune misure positive prese dalle autorità italiane, e in particolare per l’adozione di programmi di educazione interculturale, per la decisione di ratificare la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla lotta contro la tratta degli esseri umani e per lo sviluppo di un programma nazionale di protezione dei minori stranieri non accompagnati.

“Nonostante siano stati compiuti degli sforzi, permangono preoccupazioni per quanto riguarda la situazione dei rom, le politiche e le pratiche in materia di immigrazione e il mancato rispetto dei provvedimenti provvisori vincolanti richiesti dalla Corte europea dei Diritti dell’Uomo” E’ la denuncia di Thomas Hammarberg, Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, nel presentare il rapporto dell’Organizzazione focalizzato sull’Italia. Il documento è basato sulla visita in Italia effettuata lo scorso gennaio e fa seguito alle raccomandazioni formulate dal Commissario nel suo memorandum del luglio 2008. L’elaborato del Consiglio d’Europa si somma al documento degli esperti dell’Oil l’Organizzazione Internazionale del lavoro che evidenzia l’aumento della discriminazione degli immigrati nel nostro Paese.
Il Commissario ribadisce le proprie critiche sul cosiddetto pacchetto sicurezza,all’esame del Parlamento, che rischia di riflettersi negativamente sui diritti degli immigrati. “La criminalizzazione degli immigrati è una misura sproporzionata, sottolinea l’esponente europeo, che potrebbe avere l’effetto di acuire le tendenze discriminatorie e xenofobe che già si manifestano nel Paese” ha dichiarato. “Inoltre, la recente disposizione adottata dal Senato, che consente al personale medico di segnalare alla polizia gli immigrati irregolari che si rivolgono al sistema sanitario è profondamente ingiusta e potrebbe portare a una loro maggiore emarginazione”.
Un aspetto che desta particolare preoccupazione è quello dei rimpatri forzati in Tunisia imposti a persone che corrono il rischio di essere torturate nel loro paese. “Gli Stati hanno evidentemente il dovere di proteggere le società dal terrorismo, ma non devono, per questo, violare le norme in materia di diritti umani, quali il divieto assoluto della tortura o dei trattamenti disumani. L’Italia non ha provveduto ad applicare le misure provvisorie vincolanti richieste dalla Corte europea dei Diritti dell’Uomo per porre fine alle espulsioni, compromettendo in tal modo gravemente l’efficacia del sistema europeo di protezione dei diritti umani”.L’esponente europeo invita il Governo a "riconsiderare urgentemente la propria politica" anche su questa materia, conformandosi invece alle misure sospensive intimate dalla Corte. E’ emblematico l’assordante silenzio dei principali mass media sulle numerose condanne inflitte dal Consiglio d’Europa all’Italia su questo gravissimo aspetto.
E’ auspicabile che dopo questa importante presa di posizione cessino tali iniziative che contrastano con il diritto internazionale. Tuttavia la presa di posizione europea avviene proprio mentre il Ministro dell’interno Maroni si è recato in Tunisia per concordare un maggior numero di rimpatri nel Paese mediterraneo e mentre non si ferma il numero degli sbarchi di immigrati a Lampedusa.
E’ importante che le autorità, a tutti i livelli non sottovalutino il problema di rigurgiti razzisti, che le cronache quotidiane indicano essere sempre più ricorrenti.“Le autorità dovrebbero condannare più fermamente ogni manifestazione di razzismo o di intolleranza e garantire l’effettiva applicazione della legislazione anti-discriminazione”. Il Commissario ha raccomandato di accrescere il numero di rappresentanti dei gruppi etnici in seno alle forze di polizia e di istituire un organismo nazionale indipendente, per rafforzare la tutela dei diritti umani.
Hammarberg raccomanda inoltre di migliorare la situazione dei rom, una minoranza particolarmente penalizzata. “Permane nei loro confronti un clima di intolleranza e le loro condizioni di vita sono tuttora inaccettabili in un certo numero di campi da me visitati. Le buone prassi a livello locale esistono nel paese e dovrebbero essere estese”. Il Commissario esprime altresì profonda inquietudine circa l’opportunità di effettuare un censimento nei campi rom e sinti e si dichiara preoccupato per la sua “compatibilità con le norme europee che disciplinano la raccolta e il trattamento di dati a carattere personale”.
Il Commissario incoraggia inoltre vivamente le autorità a creare dei meccanismi di consultazione a ogni livello con i rom e i sinti, ad evitare le espulsioni che non sono accompagnate da alcuna offerta di risistemazione e ad attuare soluzioni educative appropriate per i bambini. Spera d’altro canto che “il nuovo piano d’azione relativo alle misure di protezione sociale e di integrazione sarà messo in opera quanto prima e che le autorità manterranno al più presto la promessa di ratificare senza riserve la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla nazionalità, che tutelerà in particolare gli interessi dei bambini rom di fatto apolidi”.
Il lavoro del Consiglio d’Europa esprime soddisfazione per alcune misure positive prese dalle autorità italiane, e in particolare per l’adozione di programmi di educazione interculturale, per la decisione di ratificare la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla lotta contro la tratta degli esseri umani e per lo sviluppo di un programma nazionale di protezione dei minori stranieri non accompagnati.



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