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IL TERZO NUMERO DI "INTERPRETE INTERNAZIONALE 1/4/10

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CRISI FINANZIARIA E AMBIENTE 17/4/09

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CRISI FINANZIARIA E AMBIENTE 17/4/09

Lettera Internazionale, numero 99. In libreria

Venerdi' 17 Aprile 2009

Il numero 99 di Lettera Internazionale, in questi giorni in libreria, si presenta come un numero quasi monografico. La crisi finanziaria e quella ambientale costituiscono i temi portanti del ricco dossier Economia-Pianeta, dedicato al nostro «pianeta malato», definito in questo modo già nel 1971 da Guy Debord che denunciava le follie di una classe dirigente avida e senza scrupoli, di un sistema capitalistico con evidenti segni di cedimento, di un inquinamento che avrebbe reso il nostro mondo una discarica universale. Si è trattato di una voce, forse non della sola, rimasta colpevolmente inascoltata. Fino a oggi. Oggi riscopriamo i profeti del passato e ci rendiamo conto di avere – involontariamente? – affidato il destino del mondo a uomini e a meccanismi capaci solo di produrre altre “malattie”. Di aver creduto in un’economia post-umana, non programmata per cogliere il senso complessivo e complesso del mondo che invece percorre i testi raccolti in questo dossier: dall’intervista a Wallerstein su La morte del capitalismo, dove l’economista statunitense commemora senza possibilità di replica la fine inesorabile della leadership degli Stati Uniti nella politica mondiale; al testo di Serge Latouche in cui si sottolinea l’attuale necessità di una visione laica dell’economia che non può essere “professata” come una religione; all’invito di André Comte-Sponville – sentito come un imperativo etico – a lasciare alle generazioni future non solo un pianeta in salute, ma anche un efficiente sistema di valori morali; all’intervista di Giuliano Battiston a Wolfgang Sachs dove viene indicata una strada sola per evitare le guerre e la violenza future: che l’Occidente punti a uno stile economico meno aggressivo; al testo di Muhammad Yunus, Per un'economia dal volto umano, che propone una visione innovativa dell’attuale struttura della teoria economica in cui la dimensione “altruistica” dell’essere umano cominci finalmente ad avere un ruolo nel mercato; al testo di Amitav Ghosh, Bon Bibi e la tigre, in cui lo scrittore indiano spiega il ruolo fondamentale della narrazione per la costruzione di culture non violente e rispettose dell’ambiente.
A completamento del numero, il dossier dedicato alla concezione occidentale del tempo che condiziona il nostro modo di vedere il mondo e la vita, costringendoci a una lettura monodirezionale degli eventi storici, dei fatti artistici e scientifici, con testi di Jerome K. Jerome, di Ilya Prigogine e di André Malraux, tre grandi firme del passato diversissime tra loro ma convergenti nell’indicare un modo alternativo di intendere il tempo: ritrovare il kairós, ritrovare cioè il tempo dell’occasione, del momento giusto, dell’opportunità che implica che l’uomo riprenda possesso della sua capacità di giudizio e che assuma come punto di partenza di ogni sua azione il principio di responsabilità e il libero arbitrio.

Sommario

Il tempo ritrovato
4 Orologi, Jerome K. Jerome
6 Solo un'illusione, Ilya Prigogine
9 Il declino dell'eternità, André Malraux

Economia-Pianeta
12 Morte del capitalismo, Immanuel Wallerstein, intervistato da Jae-Jung Suh
17 Yellowstone e Wall Street, Sergio Benvenuto
21 L'economia come religione, Serge Latouche
26 Difendere la civiltà, anche contro se stessa, André Comte-Sponville
31 Identità e crisi globale, Innocenzo Cipolletta
presentazione del Festival dell'economia 2009
36 Il disarmo ecologico, Wolfgang Sachs, intervistato da Giuliano Battiston
40 Per un'economia dal volto umano, Muhammad Yunus
44 Cibo: diversità è ricchezza, Carlo Petrini
46 A chi appartiene la natura?, Philipe Descola
50 Bon Bibi e la tigre, Amitav Ghosh
56 L'uomo e il chiaro di luna, Henry David Thoreau

I Libri
59 A cura di Massimilano Borelli, Biancamaria Bruno, Anna Fattori, Francesco Morabito, Annamaria Quinzi



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