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RUSSIA-USA: "ASPETTA E VEDRAI" 9/2/09

Incontro Biden-Ivanov al vertice sulla sicurezza di Monaco. Il “nuovo tono” annunciato dal vice presidente statunitense in politica estera, è “promosso” dal vicepremier russo - ma con cautela: "il diavolo sta nei dettagli..." dice.

Lucia Sgueglia

Lunedi' 9 Febbraio 2009

MOSCA – “Aspetta e vedrai” è lo slogan adottato da Mosca dopo il discorso di Joe Biden a Monaco sabato. Che la Russia giudica comunque «molto positivo». Il “nuovo tono” annunciato dal vice presidente statunitense in politica estera, è “promosso” da Sergej Ivanov, vicepremier russo (uno dei tanti, non il più influente), alla Conferenza sulla sicurezza nella città tedesca. Ieri i due hanno avuto un incontro faccia a faccia. Le proposte sul rilancio delle relazioni tra Mosca e Washington sono piaciute a Ivanov: in particolare l’idea di «resettare il computer» delle relazioni, facendo tabula rasa degli inceppi dell’era Bush. «I nuovi leader nei due Paesi rendono possibile un nuovo approccio ai problemi bilaterali», spiega. A quanto pare, nel colloquio Biden ce l’ha messa tutta per convincerlo delle buone intenzioni della nuova amministrazione: «Gli Stati Uniti hanno mandato segnali forti di essere pronti a riprendere il dialogo su tutte le questioni di interesse comune». Scudo, disarmo, Afghanistan: ecco dove è possibile dialogare. C’è l'impegno espresso da Obama a discutere direttamente con l'Iran sul programma nucleare; e c’è la proposta avanzata il 4 febbraio di tagliare drasticamente gli armamenti nucleari. Ma la cautela è d’obbligo per Mosca: «Siamo pronti a discuterne appena gli Usa saranno pronti a farlo», è il commento machiavellico del russo.
Niente luna di miele, ma certo un passo in più rispetto al “cauto ottimismo” espresso dopo l’elezione di Obama dal premier russo Putin. Quel Putin che proprio a Monaco due anni fa, con il suo duro discorso contro “l’unilateralismo pericoloso” dell’America di Bush, segnò il momento di massima tensione delle relazioni Russia-Usa. «Aspettiamo e vediamo cosa succede – chiarisce Ivanov. - Dobbiamo essere realisti, il team Obama si è insediato da poco». E mette subito alcuni paletti, a rimarcare i nodi che ancora dividono: sabato Biden ha annunciato di voler «consultare» la Russia sullo scudo spaziale, «prima di proseguire nel progetto». Il sistema antimissile in Europa, dunque, appare ancora in piedi - contrariamente alle speranze russe. Mosca, comunque, non piazzerà missili a Kaliningrad, ripete Ivanov sferzante: «Noi non trattiamo come si fa nei bazar orientali». Poi sfuma: «Ascolteremo le reciproche opinioni e valutazioni. Ma il diavolo sta nei dettagli, come sapete...». Fermezza anche sul riconoscimento dell’indipendenza di Abkhazia e Ossezia del sud: per la Russia è un passo «inviolabile». Prima di incontrare Ivanov, Biden ha visto il presidente georgiano Saakashvili, riconoscendogli il diritto di decidere «in assoluta indipendenza» se aderire alla Nato. Uno smacco per i russi. Che si preparano ad attrezzare “piccole basi militari” nelle due repubbliche secessioniste: «La nostra decisione, per prevenire nuovi tentativi di usare la forza da Tiblisi, è irrevocabile». Tra i punti di dissidio c’è anche la base aerea Usa di Manas, in Kirghizistan: Bishkek vuol chiuderla, forse col “supporto” del Cremlino. «Un diritto sovrano di quel paese», per il ministro degli Esteri russo Lavrov.

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