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BARACK, PUTIN E MEDVEDEV - PROVE DI DIALOGO 27/1/09

In comune c’è la crisi economica, e “sfide comuni da affrontare insieme”: terrorismo, non proliferazione. Augura successo al collega oltreoceano, zar Dmitri, mentre si attendono conferme sulla ventilata visita di Obama a Mosca in aprile. Mentre continua la ‘gara’ tra lo zar russo e il premier per consolidare le proprie posizioni in patria. Ieri pomeriggio, Putin in un’intervista a Bloomberg ha espresso “cauto ottimismo” per l'arrivo di Barack alla Casa Bianca. Non rinunciando però a criticare la passata amministrazione (Primo giorno di lavoro alla Casa Bianca, caricatura di S. Elkin per www.rian.ru)

Lucia Sgueglia

Martedi' 27 Gennaio 2009

MOSCA – “Cosa posso fare”? chiede Barack Obama al telefono. “No comment”, risponde Vladimir Putin dall’altra parte della cornetta. La vignetta, che riecheggia l’atteggiamento verso gli Usa tenuto da Mosca in era Putin, è pubblicata sul sito dell’agenzia di stampa russa Novosti, che ha anche lanciato l’iniziativa C’è posta per Obama, gran successo tra i lettori. Ma la telefonata, vera, se la sono scambiata ieri in tarda serata il presidente russo Medvedev e il suo collega americano. Promettendosi di ripristinare al più presto le relazioni bilaterali. Compromesse, sotto Bush-Putin, dalla guerra in Georgia, l’allargamento Nato, lo scudo spaziale. In comune c’è la crisi economica che attanaglia entrambi i paesi, ma anche “sfide comuni che si possono affrontare insieme”: terrorismo, non proliferazione. Augura successo al collega oltreoceano, zar Dmitri, mentre si attendono conferme sulla ventilata visita di Obama a Mosca in aprile, nel suo primo tour europeo. Difficile, spiegano gli esperti russi. Prima bisogna fissare l’agenda dei rapporti bilaterali, Hillary Clinton deve incontrare l’omologo Lavrov – forse a marzo. Ma il problema principale, scriveva Nezavisimaja Gazeta qualche giorno fa, “è che non c’è consenso sulla Russia a Washington. Neanche all’interno del team presidenziale. Il segretario di Stato vuol continuare il dialogo sul controllo delle armi. Ma il vice presidente Biden è stato un grande supporter di Tiblisi nella guerra in Ossezia criticando aspramente il Cremlino”. Punto di partenza per la collaborazione tra le due potenze potrebbe essere l’Afghanistan: gli Usa hanno assolutamente bisogno del passaggio aereo sul territorio russo, il Cremlino potrebbe chiedere in cambio di seppellire definitivamente il progetto Abm.
Ma la telefonata tra i due leader - subito pubblicizzata dal Cremlino -, è anche l’ennesima conferma della ‘gara’ in corso tra lo zar russo e il premier per consolidare le proprie posizioni in patria. Ieri pomeriggio, Putin aveva rilasciato un’intervista a Bloomberg esprimendo “cauto ottimismo” per l'arrivo di Barack alla Casa Bianca, in particolare sui temi della sicurezza in Europa. «Segnali positivi» ha detto, si intravedono sul sistema antimissile (il «gruppo di persone vicine a Obama ritiene che non ci sia bisogno di affrettarsi»); e hanno capito che «è possibile assicurare la sicurezza di Ucraina e Georgia in una varietà di modi e non è essenziale accoglierli nella Nato ora». Il 6 febbraio prossimo il segretario dell’Alleanza Scheffer – ieri a Bruxelles la prima riunione informale del Consiglio Nato-Russia tra ambasciatori - incontrerà a Monaco il vice premier russo Sergej Ivanov per riavviare i rapporti ufficiali congelati dopo la guerra georgiana di agosto. “Non mi sento in diritto di dare consigli a Obama” conclude l’ex zar lanciando l’ultima stoccata, mentre aspetta a Mosca Raul Castro, e la Duma si prepara a dispiegare una base navale in Abkhazia: la crisi del gas con l’Ucraina è stata provocata “dall’attività di forze esterne” (leggi: l’ex amministrazione Usa), così come la rivolta “arancione” del 2004.

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