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IL CASO MARKELOV NELLA RUSSIA IN CRISI 23/1/09

Non ha ancora un volto per la Russia l’uomo che lunedi a Mosca ha freddato, forse con una pistola uguale a quella che uccise Anna Politkovskaja, Stas Markelov, l’avvocato russo “dalla parte dei ceceni”, e la praticante giornalista Stasja Baburova, morta forse per aver coraggiosamente tentato di fermare l’assassino. Scotta il caso Markelov per Putin e Medvedev, in un momento delicatissimo per la leadership russa che fino a qualche mese fa pareva a prova di bomba. Mentre altri “atti incontrollati” capitano per le strade del paese (foto AP)

Lucia Sgueglia

Giovedi' 23 Gennaio 2003
MOSCA – Una sagoma confusa, cappelo e bavero rialzato come nei film di spionaggio: in prima pagina ieri sul quotidano Tvoi Den, è la foto del presunto killer ripreso da una telecamera nel metrò. Ma non ha ancora un volto per la Russia l’uomo che lunedi a Mosca ha freddato, forse con una pistola uguale a quella che uccise Anna Politkovskaja, Stas Markelov, l’avvocato russo “dalla parte dei ceceni”, e la praticante giornalista Stasja Baburova, morta forse per aver coraggiosamente tentato di fermare l’assassino. L’indagine (unico indizio il bossolo ritrovato da un passante) è nelle mani dei maggiori esperti della polizia criminale. E mentre all’estero si teme quel nome non esca mai fuori, come nel delitto della reporter di Novaya Gazeta, il ministero degli Esteri russo si dice sorpreso della esagerata pubblicità data alla tragica morte della ragazza («una vittima casuale, innocente”), “politicizzata per scopi indecenti, per discriminare la Russia” sulla “presunta assenza di libertà di parola e alla persecuzione dei giornalisti».
Scotta il caso Markelov per Putin e Medvedev, in un momento delicatissimo per la leadership russa che fino a qualche mese fa pareva a prova di bomba. Mentre altri “atti incontrollati” capitano per le strade del paese. Come le proteste, a dicembre, di migliaia di automobilisti siberiani contro l’aumento dei dazi sull’import di auto straniere (di quel business vivono): “Putin vattene a casa”, si leggeva sui cartelli “censurati” dalle tv, e dalla dura repressione poliziesca. Non “facinorosi oppositori”, ma comuni cittadini. Lo scenario è la crisi economica, dai contraccolpi ben più pesanti di quelli annunciati dal premier Putin. Lui rifiuta di pronunciar la parola “recessione”, per poi sentirsela buttare in faccia (ieri) dalla “sua” ministra per lo sviluppo economico Nabiullina, che abbassa ancora le stime di crescita 2009: niente più, solo un calo del Pil dello 0,2%. Il rublo continua a crollare su dollaro ed euro, l’inflazione veleggia sul 13%. 20 per cento in più i disoccupati dal 1 ottobre 2008. Lo ha ammesso ieri lo stesso zar Medvedev, aggiungendo: “le cifre reali potrebbero essere peggiori, data la riduzione degli stipendi e i cassintegrati”. Più lavoratori a spasso, più potenziali manifestanti in strada – riassume l’austero quotidiano economico Vedomosti. “Disobbediente” come la maggior parte della stampa che ormai ignora la “censura” sulla crisi sbattendo in prima pagina ogni giorno titoli fin troppo catastrofici. “Una rivoluzione o una vittoria dell’opposizione non sono in vista, ma proteste di massa sì” commenta Vedomosti. “Nel 2005 Putin le superò. Con 8 anni di stabilità economica, al governo si poteva perdonare molto (leggi: limitazione delle libertà). Ora tutto dipende da quanto durerà la crisi. Anche la stabilità politica”.
Ecco il punto. La Duma a dicembre passa una legge che promette pugno di ferro contro terroristi, spie, golpisti, ma anche contro chi organizza “rivolte di massa”. Ma segnali di crisi si intravedono anche nella compattezza del team che guida la Russia. Il presidente Medvedev, che qualche giorno fa ha criticato per la prima volta il governo sulla gestione della crisi (senza nominare Putin), pubblicherà una lista di mille “uomini d’oro” della Russia - la classe dirigente del futuro. Più giovane di quella portata al potere da Putin, non più legata al kgb e all’ex nomenclatura sovietica: segno che la “tandemocrazia” non regge più? Prima prova, le elezioni regionali e municipali a marzo.

Oggi nelle pagine Esteri de I Messaggero



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