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"BIRD FLU": IN ITALIA PER ORA NESSUN RISCHIO 04/02/04

La virologa Isabella Donatelli dell'Istituto superiore di Sanità rassicura gli italiani: il nostro paese non corre attualmente nessun rischio. Difficile da prevedere la possibilità di una trasmissione da uomo a uomo della malattia.

Gabriele Carchella

Mercoledi' 4 Febbraio 2004
Virus dei polli: intervista a Isabella Donatelli dell’Iss

“Non è la prima volta che affrontiamo un’influenza del genere e già in passato, grazie all’opera degli esperti, siamo riusciti a venirne a capo. Il mio cauto ottimismo è basato sull’esperienza e sull’efficacia degli attuali strumenti d’intervento”. Isabella Donatelli, virologa e direttore del centro sull’influenza dell'Istituto superiore di sanità, lancia un messaggio rassicurante proprio mentre la febbre dei polli imperversa nel Sudest asiatico e milioni di volatili vengono soppressi per impedire il moltiplicarsi dei focolai. “E’ necessario tranquillizzare i consumatori anche per evitare un’ingiustificata ripercussione economica sul settore, fornendo informazioni corrette senza generare panico”.
Quali sono i sintomi dell’influenza provocata dal virus di tipo A H5 N1 che ha già ucciso una decina di persone in Asia?
L’influenza si manifesta come un’affezione respiratoria grave che provoca distress respiratorio con sintomi analoghi a quelli della polmonite.
In che modo avviene il contagio?
La trasmissione avviene per vie respiratorie, quando si entra in contatto con l’animale vivo o con le sue feci. L’unica soluzione per fermare il contagio, nei paesi dov’è scoppiata l’epidemia, è abbattere gli animali infetti. Un metodo molto drastico ma che produce i suoi effetti. La carne di pollo ben cotta e i suoi derivati sono comunque sicuri, proprio perché il virus si trasmette per vie respiratorie a differenza di quanto accadeva con la mucca pazza. In Italia, in particolare, non esistono oggi casi di influenza aviaria. I consumatori di carne e uova di pollo non corrono quindi alcun pericolo.
Il virus può diventare una minaccia globale per la salute dell’uomo?
Se il virus si mantiene aviario, ha poche capacità di riprodursi nell’uomo che non è il suo ospite naturale. Può però accadere che una persona già infetta sia contagiata con il virus aviario e ne scaturisca un riassortimento. Si creerebbe, in questo caso, un ibrido fra virus umano e aviario con capacità di crescita nell’uomo che l’attuale virus non possiede. Il virus così trasformato potrebbe essere in grado di trasmettersi da uomo a uomo in modo molto rapido, mentre l’influenza aviaria può sì passare da un essere umano all’altro, ma con difficoltà.
Quali sono le probabilità che il virus si trasformi?
Si tratta di un evento possibile ma non probabile. Esso richiede, infatti, il contemporaneo avverarsi di alcune precise condizioni. Il riassortimento può avvenire, per esempio, nel caso in cui un allevatore contragga l’influenza dal pollo avendo già contratto l’influenza di tipo umano. La velocità di diffusione e l’aggressività di un virus ibrido dipendono poi dal tipo di combinazione che si genera. Ma le possibili combinazioni sono pressoché infinite, cosicché risulta impossibile fare previsioni affidabili sulla pericolosità del virus ricombinato.
Fenomeni analoghi si sono già verificati in passato?
Ci sono già stati casi di riassortimento, come la pandemia del ’57 e l’asiatica del ’68. Il riassortimento, inoltre, può avvenire non solo tramite l’uomo ma anche attraverso altri mammiferi come il maiale, che può fungere da involontario laboratorio per la nascita dell’ibrido. I circuiti di trasmissione tra le specie sono piuttosto complessi.
Quali misure hanno adottato il ministero e l’Istituto superiore di Sanità per prevenire il pericolo di un’epidemia in Italia?
Abbiamo predisposto i nostri strumenti di diagnosi e intervento sul territorio. La nostra rete di laboratori diagnostici si è attivata per identificare l’eventuale comparsa del virus in Italia e isolare e trattare i pazienti che risultassero infetti, ma è una possibilità per ora inesistente. Ad agire, in questa fase, sono soprattutto gli organismi internazionali come l’Organizzazione mondiale della sanità, che ha già inviato delle task force sul posto per bloccare sul nascere la malattia e impedire il contagio. L’Istituto superiore di Sanità è in contatto diretto con l’Oms e segue le sue indicazioni. I singoli Stati hanno comunque incrementato la soglia d’attenzione in via precauzionale.
Cosa consiglia a chi ha in programma un viaggio nei paesi dove si è manifestato il contagio?
In quanto ai viaggi nel Sudest asiatico, il ministero ha già trasmesso un’informativa. E’ sconsigliabile visitare posti dove c’è pollame vivo, come i mercati di animali. Si raccomandano prudenza e precauzione, ma non c’è nessuna restrizione sugli spostamenti.




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