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Filippine, un populista a Palazzo

IPOTESI APERTE SUL RAPIMENTO DI DEL TORCHIO

Sequestro a Mindanao

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TUTTI I SOLDI DI HAYAN 13/11/13

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FILIPPINE,LEGGE MARZIALE A MAGUINDANAO 6/12/09

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FILIPPINE, OK AL BLITZ PER LIBERARE VAGNI 23/4/09

COS'E' ABU SAYYAF 23/4/09

FILIPPINE,L'ITALIANO ANCORA NELLE MANI DI ABU SAYYAF 19/4/09

FILIPPINE: OSTAGGI NELLA GIUNGLA DI ABU SAYYAF 1/4/2009

FILIPPINE: CACCIA Ai SEQUESTRATORI 17/1/09

Nell'isola di Jolo è caccia all'uomo verso il commando di rapitori cha ha in ostaggio tre volontari della Croce Rossa

p.aff.

Sabato 17 Gennaio 2009
La caccia all'uomo è cominciata, ma fino a ieri, in tarda serata, non vi erano risultati di rilievo nella vicenda dei tre volontari della Croce Rossa rapiti due giorni fa nelle Filippine Sud. Fra loro c’è il 62enne italiano Eugenio Vagni che, con i due colleghi Andreas Notter e Mary-Jean Lacaba, si trovava sull’isola di Jolo per una visita umanitaria al carcere provinciale. Proprio da qui, afferma la polizia, potrebbe venire uno dei rapitori, probabilmente un’ex guardia carceraria della prigione.
E’ tutto quello che si sa per ora. Le autorità locali e l’esercito filippino, già presente con un massiccio contingente di truppe sull’isola, stanno intensificando le ricerche, ma non si è ancora riusciti a stabilire un contatto con il commando dei sequestratori.
Nessuna certezza nemmeno sull’identità del gruppo (per molti trattasi dei terroristi di Abu Sayyaf, avvezzi a tali imprese), data l’alta densità di bande criminali e gruppi di armati nella zona. Le truppe filippine sono stanziate a Jolo perchè l’isola è uno dei luoghi chiave nello scontro in atto con i gruppi guerriglieri del Moro Islamic Liberation Front (Milf) che, dopo il collasso dei negoziati di pace, ha ripreso a combattere il governo di Manila.
Proprio grazie ai guerriglieri del Milf – che nelle loro rivendicaioni tengono a distinguersi dalle bande terroriste – si è aperto ieri uno spiraglio per la sorte dei tre: i leader del gruppo hanno infatti condannato il sequestro e hanno mobilitato i miliziani per la ricerca, in un territorio impervio ma che conoscono perfettamente.
A Montevarchi (Arezzo), intanto, la famiglia di Vagni, è chiusa nel dolore e si aggrappa alle speranze di quanti dicono che, nel 90% dei casi tali sequestri sono a scopo di estorsione e si concludono felicemente.



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